Le strade che portano nel cuore del parco sono prima la provinciale 67, che si segue fino all'intersecazione con la statale 18, da qui si seguono le indicazioni per Campora ed infine quelle per Felitto, il piccolo borgo medioevale che caratterizza la valle del Calore.
Entrando sempre di più nel parco ci si accorge che il Cilento si offre ai mototuristi come un smisurato baluardo allungato nel mare Tirreno, circoscritto a nord dai fiumi Sele e Tanagro, a est dal fiume Bussento, a sud dal golfo di Policastro. E' un parco naturale immenso, il secondo in Italia per superficie ed il più considerevole fra tutti quelli che si sporgono sulla costa mediterranea della Campania.
Fiumi, proprio come il Calore, solcano il questo suggestivo angolo del salernitano, accompagnando un percorso che non è mai stato mutato dall'uomo, e con le loro rapide e conche tranquille sono l’ habitat perfetto per le lontre, che qui prolificano in abbondanza e facendo diventare questo simpatico mammifero l’emblema del parco.
Del paesaggio fa parte anche una grande pianura interna, il Vallo dl Diano, un tempo occupata da un lago oggi scomparso. Poi, superato Castel San Lorenzo, si attraversano gli speroni montagnosi di Roccadaspide, famosa per i suoi castagneti, per poi arrivare al monte Cervati, alle cui falde prende vita il Calore, il fiume che da il nome a questo angolo di paradiso naturale. Senza dimenticare le estese zone collinari circostanti solcate da strade sinuose dove divertirsi in moto.
Il rientro verso la Tenuta la Petrosa avviene attraverso la strada provinciale 13b per poi ricongiungersi alla strada percorsa all'andata.
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